Giovane corda

Striscia tra le intercapedini
l'odore del vissuto,
impregnante così come è il tanfo
del cibo riscaldato.
Ammucchiandosi in pelosi batuffoli
nella mente, parassita la muffa
e singhiozza i ricordi con zuffoli
come fa la teiera che sbuffa.
La polvere delle ore di sabbia
sembra scorrere contro corrente,
ectoplasma, crea nebulose
che dan corpo ad ogni raggio filtrante.
Intingi la penna ormai lisa
nel tuo calamaio, raschiandone il fondo,
straziando, come l'unghia su ardesia,
il silenzio che circonda il tuo mondo.
Poi rileggi le mille parole
che tu hai scritto sulla gibbosa parete,
qualche volta le illumina il sole,
altre invece le interrompon le crepe.
Sei già pronto per colei che di nessuno si scorda
rassegnato e sereno, al tuo "mai più ritono,"
sei legato ben stretto ad una giovane corda
che poi s'intreccia all'amore, rendendolo eterno.
©
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