Asparàno, un mattino

Ti penso qui,
nell'infinito di mare e cielo,
e mi racconto di te e di me,
di questo gioco che gioco non è,
che fa delle nostre vite,
dei respiri sospesi;
delle nostre parole,
dei viaggi sensuali e leggeri,
a liberarci le anime ferite,
finalmente nuvole,
da catene mai smosse,
a sbiadire ansie
e fobie mai disperse.
Ti riconosce il mio profondo
per il tuo stesso vibrare,
e d'incanto,
il bisogno di te
non ha più alcun velo.
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Commenti (1)
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Angela Fragiacomo26 agosto 2011
Una dichiarazione d'amore dolcissima questa lirica che svela di questo sentimento, tutta la forza e la magia, tali da liberare l'anima dal peso delle paure... e far sentire leggeri come nuvole... su parole alate... e respiri sospesi... apprezzata moltissimo!!
