Urlo blu

Urlo blu.
Son salpata con la mia nave,
quella con vele fatte di sogno,
a tratti mi fermo a pescare,
ma mai di più di quanto, ne abbia bisogno.
Al timone non metto nessuno
perché a trasportarmi sian le correnti,
lascio libero arbitrio, al mio destino
e che impettita la prua fenda gli eventi.
Di notte sotto le stelle,
sola sul ponte mi ritrovo a pensare,
i brividi sulla mia pelle
si confondono umidi, col sapore del mare.
La clessidra si è frantumata
e la sabbia spargendosi, colora i tramonti,
la bussola gira impazzita
e le otri si gonfiano coi ricordi importanti.
A volte le onde in tempesta,
come archi gli strali, in cielo mi sfrecciano,
altre invece spumando la cresta
mi lambiscono i fianchi e dolcemente mi abbracciano.
Navigo impavida, mirando il centro del sole
ma qualche rimpianto ogni tanto mi arena,
l’aver perso per sempre, i tuoi baci d’amore
o il dover viverti in sogno, perché son lontana.
Metto qualche mia lacrima in una bottiglia
cosi che puoi sentire quanto soffre il mio cuore,
come quando avvicini, la bocca d’una conchiglia
e puoi sentir che sprigiona l’urlo blu del suo mare.
©
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