Vento di natale

Ed eccolo di nuovo il vento di bontà
che ogni anno arriva sui volti della gente;
volti più sereni, più fuori dai pensieri
e sui loro cuori, zeppi di malinconia.
Ed è di nuovo in casa
il trillo inaspettato
di uno di quei cuori di cui parlavo prima,
a rammentar l’affetto ancora vivo.
E il gioco dei sorrisi
a volte più sinceri, a volte prestampati,
a dimostrar che in fondo, non è per cattiveria
se fatalmente in giro, non ci si trova più.
Ma è soltanto il vento, ed io lo so,
a colpire gli uomini negli occhi,
quegli occhi imprigionati dai colori di tivvù
che regna sopra i tetti delle case.
Un vento che sfiora i nasi
e come droga carica i pensieri
di cose da comprare, di gente da sentire,
con i figli illuminati dai primi effetti.
Un vento forse un po’ pesante,
ma un vento che si accetta,
soprattutto dove un anno non è passato
o dove addirittura ha solo danneggiato.
Dove, tranne a tratti, ognuno guarda in terra
cercando per la strada mille spiegazioni
e che soltanto al fiuto di questo vento,
trova ancora quiete e voglia di sperare.
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Commenti (2)
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Leaf3 novembre 2006
rieccomi..dopo un po’ di tempo a riassaporare la tua poesia... sempre così..chiara..pulita..che arriva diretta con le sue amozioni.Il natale..sì... hai dipinto l’atmosfera di affetto ”dovuto”... a volte forzato..a volte sincero... ma si va avanti..la recita della vita continua... nel soffio del vento... Leaf
R
Raffaella Picotti3 novembre 2006
anche questa ha colpito il segno, sei cosi chiaro e descrittivo che riesco ogni volta a vivere quello che scrivi... un amico mio raffa
