Almanacco Tennistico Autunnale
Mi rivolgo tante scuse per aver-
mi coinvolto in queste righe
fino a tempo poco fa, bianche
come i limiti di un campo da tennis
il mio cervello, or come adesso è terra
battuta, d'un campo centrale modesto
senza fede in un giardino dell'Eden,
che ha le fattezze di una Wimbledon in cui giungere
in un tempo breve, quello di un aereo
check- in compreso, c'è chi incompreso
o incapace abbandona, nella pece
nel carbonio e nel filo di nylon, una racchetta
dal valore economico medio
dal valore affettivo illusorio
dal valore creativo pedestre
dal valore effettivo: un nulla di nulla di niente
nel gran Flushing Meadows terrestre
si specchia, la luna estiva morente
quella nuova di Settembre,
struscia, si sposta, un po' si bagna
tra le mani sudate del raccattapalle.
Quando me la passa, penso
da giocatore- spettatore leggerissima- mente ingenuo
a quanto quel giallo sia telegenico
a quanto un doppio fallo liberi il palcoscenico
dal concorrente scarso, sull'almanacco tennistico
autunnale già compare
la scritta "Ha perso" vicino a un nome
quale?
"Quando il saggio indica
che la palla è fuori
lo stolto guarda fuori
e non si sente così stolto"
Di nuovo tante scuse
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
rosanna gazzaniga7 settembre 2011
Originale ed insolita poesia, molto affascinante. La metafora del tennista che nella pallina sfuggente vede la luna nuova di settembre e i suoi misteri!
S
Sanzi10 settembre 2011
... non sono in grado di commentare il contenuto (è difficile per me) ma per quanto riguarda la scrittura... è una poesia bellissima. Riguardo al v. 16... quella è una matematica i cui conti non tornano mai, anche quando va bene, per questo ho smesso di contare
