Una vitaccia
Un ragno rinsecchito chiede aiuto
ma non insiste
le ho dato al plenilunio della bocca il mio saluto ed in risposta
il garbo misurato e sottaciuto
di un “li mortacci vostra”
d’ idee socialiste
la Piccola Parigi è piena concia di ubriachi
che chiamano Tamigi una pozzanghera
che ti ricorda
e come te non esiste:
Andiamo insieme a fare una vitaccia
di buchi, serenate storte, codici a barre in faccia
a biasimare i darwinisti a compatire i poeti
e invidiare solo i pensionati, i maratoneti
e chi ripete sempre “solamente
sono triste”
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Commenti (1)
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S
Sanzi29 giugno 2018
Mi limito ai suoni, nella prima parte c’ è l’allitterazione della s (non è soft), poi della t, forse perché questo suono culmina nel verso 11 - tu-, un verso che resta impresso. La parte successiva è molto scorrevole, i suoni sono armonici, come a dire la naturalità di cose non tanto naturali, così come società ci siamo ridotti e nell’ultimo verso ritorna l’allitterazione della s (cioè si sente), come sopra.