La città
Michele Tropiano
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La città brulica di auto e di genti
gentili ma solo di faccia (di culo
invece sono solo poveri alzati)
mentre pervade un asettico
vento le vie e le vite d'ognuno
affaccendato nella propria esistenza
grama come un film neorealista
e imperialista la censura censura
censura censura censura censura
e riscrive tutto il copione d'accapo
e gioia e lieti inganni e sfide nuove
s'imbandiscono alla tavola talvolta
piena di un fiume che straripa
inondando la città dei falliti.
Io me ne andrò con loro prima o poi
meglio prima che poi
meglio un uovo oggi che una gallina
domani sveglia presto:
si parte per un lungo viaggio:
preparo i bagagli:
perché due punti sono meglio di uno:
anche se non spiegano un bel
niente storie me ne vado stavolta
per sempre via da questa città
di Dite e dite quello che volete
io oramai ho già deciso.
Anzi, ho cambiato idea
resto e resisto e anche persisto
in questa nostra folle impresa
intrapresa da voi e da tutti
in questa città che ci spaesa
e ti confonde fra i tanti,
perché è troppo facile
fare l'eremita ritirato
su di un'erma montagna:
io rimango qui e qui mi annullo
fra i poveri e fra i ricchi
fra i buoni e fra i cattivi
fra i bastoncini Findus
l'Iphone 4 e le Duracell...
io farò l'eremita urbano
(un ossimoro più rosso che moro)
e con buona pace di Plotino
sarò uno fra i molti.
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (1)
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Alessandro Nicastro9 settembre 2011
Fronteggia la giungla di aliane elettriche e di rocce mangiate da fiumi di bitume, ombre di persone rendono buia questa città ma mai il nostro pensiero.

