687 lettori online · 354.801 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da EnzoL
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Sociale 11 settembre 2011 · lettura 1 min · 2182 letture

Presunzione D'Innocenza

EnzoL 618 poesie pubblicate
+ Segui
fragile l'incerto spesso mi sfiora mentre navigo semiconsapevole tra gli occhi della fame verità che s'inoltra che cammina oltre le urla d'innocenza comprovata e i vacui sotterfugi mentali senza riscontro né conforto nel tempo scandisco infanti carni defunte odore acre che diretto mi stupra il cervello morte che risplende nei nuovi Ipad polifunzionali il dolore cieco che sovente s'inerpica tra gli schianti della mia ragione non placa il languore pressante e mi rende colpevole sono un assassino il peggiore uccido senza sapere e poi compro pasta equo solidale per sciacquarmi l'anima con petali di rosa
♥ 0 💬 18
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.

Volenti o Nolenti siamo parte del meccanismo.

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

Tutte le opere →

Commenti (18)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Franca Donà astrofelia11 settembre 2011

rabbia, dolore ed impotenza; cos'altro possiamo fare se non ...comprare prodotti ecosolidali o mandare piccoli aiuti che finiranno in chissà quali tasche... versi che condivido, crudi e veri, perché questa è la realtà ...e non ci sono poesie a cancellarne l'orrore.

Duilio Martino11 settembre 2011

In grande senso di impotenza che non ci assolve dalle colpe... E bravo Enzo... davvero speciale questa tua! Complimenti Fiocco!

S
Sadness11 settembre 2011

E' un genere di poesia basato su fatti veri; realtà dove la maggior parte degli uomini è solo parte di un ingranaggio che si muove per inerzia quasi, chi può fare non fa nulla, chi non può fare ... non fa nulla; comunque risalta la solita grinta dell'autore, condivido

M
Moreno Tonioni11 settembre 2011

Il Lomanno con questa "frustata" tratta una tematica volutamente ignorata dai più. Che sia per indifferenza piuttosto che per impotenza evitiamo di incrociare lo sguardo chi chi, rispetto a noi soffre. Di questo scritto vorrei evidenziarne il linguaggio sciolto e sicuro, che facendo uso di parole squisitamente legate alla poesia, incrocia un linquaggio più attuale formando un'insieme armonico. Cosa non facile questo abbinare, e lo scrittore ha raggiunto pienamente l'obbiettivo. Doveroso è l'evidenziare la chiusa, metafora geniale e importante che sigilla perfettamente l'insieme.

Jade11 settembre 2011

Grande verità in questa Lirica, dove emerge la consapevolezza dell'Autore di avere una colpa, della quale io stessa, sento il peso e la vergogna. Grazie fratello di avermi, con questa poesia, indotto a riflettere.

P
Paolo Morganti11 settembre 2011

sulla poesia e la sua forma e tecnica debbo dire eccellente, sul tema sociale affrontato vorrei soffermarmi e lanciare un urlo di dolore di rabbia e di presa di coscienza nonche' di lotta e partecipazione: qui! subito! ed ora! dobbiamo muoverci e scioperare, e fermare i treni e gli aerei bloccando l'economia mondiale e mettere in ginocchio il potere economico noi intanto che stiamo gia a terra potremmo mangiare pane e sputo ma faremmo male veramente a coloro i quali affamano il mondo e stare a parlare senza agire è come commiserasi e piangerci addosso, e se la mia idea è ingenua allora attendo altre idee geniali, basta che si passi dalla dialettica all'azione.

Patrizia Ensoli11 settembre 2011

Una rabbia e un dolore che condivido, insieme al senso di colpa, siamo tutti complici consapevoli, o no ... parte di un meccanismo, di cui spesso non possiamo possiamo privarci... Grande e intensa lirica ... vera e cruda... Difficile tema, esposto con delicatezza e rispetto, più maestria!

Angela Rainieri11 settembre 2011

Versi toccanti, incisivi, quelli del poeta che con profondo senso di umanità si sofferma sull'iniqua distribuzione della richezza che causa in gran parte del mondo ancora problemi di precaria sussistenza. Profonda e tanto condivisa, complimenti!

C

una poesia che è un monito all'ipocrisia del modus vivendi dell'occidente, condivisa, complimenti, toccante

Rita Stanzione11 settembre 2011

Siamo più o meno consapevoli che il nostro benessere -dalle scarpette ai giocattoli al tecnologico e continuando... - va a discapito della salute e della vita di altri individui. Tanti sono solo bambini, costretti a fare gli schiavi per noi. Come vogliamo assolverci? Testo che inquieta, davvero notevole. Piaciuta molto anche la forma. La chiusa merita l'applauso più lungo.

Luigi Arcopinto11 settembre 2011

L'insormontabile senso di impotenza che ci sovrasta e non possiamo cancellare... Lirica molto apprezzata, infiocchetto e porto via!

Midesa11 settembre 2011

ha una forza che rosica dentro... fuori da ogni sorta di ruffianeria di chi pensa di potersi lavare la coscienza con poco... una mirabilia questa lirica... mi ha gasato... grandissimo l'autore

Aldo Bilato11 settembre 2011

siamo degli egoisti e codardi... questa è la verità!... un gran bel testo che fa riflettere, ma se ci penso troppo anche vomitare...

Fiammetta Campione11 settembre 2011

Le tue parole mi trovano vicina, vicinissima, eppure impreparata, perché si è sempre impreparati quando si affrontano argomenti simili. Difficile sentirsi bene e in pace con se stessi quando in qualche angolo del mondo (moltissimi per la verità) ci sono tragedie quotidiane che neanche possiamo immaginare, perché tra sentirne parlare e viverle c'è un abisso. La lirica è stupenda e la chiusa strepitosa, meriti un applauso

Silvia De Angelis12 settembre 2011

La gravità delle incongurenze della vita si fa sentire sempre più forte e il senso di colpa che ci attanaglia, per la nostra indifferenza e il nostro non agire, crea un notevole scompenso che va oltre l'inquietudine... Versi apprezzati

h
hy ju12 settembre 2011

Incide, spezza, strazia. Grida, accusa, dimostra. Decisa, la tua parola. Alta, la tua voce. Chiaro, come il sole dell'Africa, il tuo messaggio. Netta: senza libera interpretazione. Ci metti spalle al muro e arrivi dritto alla nostra tenerezza. Il verso di chiusura è da ricordare.

lady oscar12 settembre 2011

...versi che ci inchiodano alle nostre responsabilità... che sottolineano i nostri superficiali sensi di colpa in quanto siamo poco inclini a essere veramente coinvolti e farci carico del poco, pochissimo che potremmo fare. L'impossibilità di aiutare da vicino non ci assolve... siamo tutti colpevoli, chiusi nel nostro orticello confortevole. La verità è che facciamo ben poco anche per la povertà che è vicina a noi... Un plauso all'Autore ma anche un grazie per averci fatto riflettere...

Annamaria Barone12 settembre 2011

Prendersi la responsabilità, anche della prorpia inettitudine, non chiudere gli occhi di fronte ad una realtà che è sotto gli occhi di tutti, ogni giorno. Fare, colamre questo deserto arido e senza vita di milioni di gocce di gesti di solidarietà, ma è sempre troppo poco, quello che deve cambiare è la mentalità, la politica, la solidarietà ad altissimi livelli, ma un popolo affamato che magari calpesta una terra ricca di risorse si può tenere a bada facilmente e quindi gli si può carpire facilmente quella ricchezza semplicemente pagando chi comanda, pochi, ricchi ed avidi. la poesia è magnifica, graffia l'anima, e per quanto a volte si vorrebbe chiudere occhi ed orecchie di fronte a parole di tale forza non si può che fermarsi.