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Riflessioni 15 settembre 2011 · lettura 1 min · 1335 letture

Come un cane

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Nella strada strana e tortuosa nelle case che riposano in paese nel casinò nella chiesa e nella piazza negli autogrill lungo l'autostrada del Sole e nella Luna e nelle Stelle disseminate quasi a caso in un cielo lontano e insieme vicino è il grande mistero dell'Universo una domanda isolata senza risposta come una chiamata al cellulare in modalità silenziosa e la vibrazione d'ogni cosa che ci scorre intorno ci scuote a volte senza nemmeno toccarci... sfiorare con un dito l'eternità e poi ricadere inermi in mezzo alla strada: giusto il tempo di ricordarti lo spot "non abbandonare il tuo cane in autostrada" e sei già morto, come un cane.
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Michele Tropiano
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Commenti (5)

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Alessio Falaschi15 settembre 2011

mettere insieme sacro e profano... le grandi domande dell'uomo con le risposte mancate al cellulare... la morteè uno spot... l'autostrada è sì del sole... ma l'universo ha i suoi autogrill... dove forse ci possiamo fermare a parlare a mangiare senza rischiare di morire in mezzo alla strada... travolti da un tir chiamato Esserci

Vilma15 settembre 2011

Riflessione che condivido molto, versi incisivi e molto significativi che riguardano avvenimenti della vita di oggi. Toccante poesia

Pino Penny16 settembre 2011

caro Tropiano, quel cane abbandonato muore per la delusione d'esser stato abbandonato... e poi dicono che ai cani manca solo la parola... meno male, altrimenti sai che insulti!

rosanna gazzaniga16 settembre 2011

La grande domanda senza risposta del perché della vita, nel quotidiano che si impone e non risponde, se non con la solitudine della morte. Una profonda, malinconica introspezione. Il senso della vita è accettare di viverla e forse un giorno, un'emozione incontrollabile darà la risposta! Solo allora si vivrà in pace e sereni. Versi coinvolgenti, profonda poesia.

h
hy ju18 settembre 2011

Il testo si sviluppa come un vortice. Vi sento, un ritmo incalzante, che trasmette, a mio parere, un senso di ansia crescente. Arriva, come uno stacco netto, la contrapposizione della dura strofa di chiusura. Si ha, perciò, un crescendo, confuso e sincopato, che si spezza, all'improvviso, nella terzina finale. Di notevole effetto.