Mi accontenterò di morire

Commenti (7)
La morte presa nella sua essenzialità, senza gli aspetti lirici e patetici che siamo spesso abituati a leggere in poesia. Un linguaggio asciutto ma allo stesso tempo inusiale, demitizzato e demitizzante (morboso disinteressamento, tacito menefreghismo), che acuisce la desolazione della morte e la mostra per quel che è, per quel che lascia intorno a sè, in una società asfittica e spersonalizzante, che impone "odiose formalità" anche per esalare l'ultimo respiro; con un sibilo che salderà il "conto sospeso". Molto apprezzata, anche per il titolo.
Purtroppo la morte quando arriva sorniona non guarda in faccia nessuno. Ed anche quando si è condotta una vita sterile lascia chiunque in preda al dolore. Complimenti!
davvero struggente, un nodo alla gola! e non è la morte che fa più paura ma l'indifferenza, la solitudine che a volte ci avvolge ma nessuno sembra accorgersene! una dedica bellissima che arriverà senz'altro!! complimenti
come un pugno... diretto al cuore! versi duri e toccanti.
Di grande impatto, scorre attraverso l'indifferenza e percorre il suo tempo, lasciando una musica, che non si dimentica. Segnalo e conservo. Bellissima!
...accontentarsi di morire...è già tanto nella vacuità del vivere... sei sempre tragicamente... inesorabilmente... implacabilmente perfetta... lode a te
Riletta con vero piacere, un atto di sottomissione alla Morte, dinnanzi alla quale forse é bello, come lasci intravedere tu, giungere dopo aver saldato i conti ed essersi arresi all'ineluttabile ... Affascinante, misteriosa, splendidamente inquietante, come la tua scrittura.





