L'angelo caduto
Filippo Ferrari
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Porterò ogni ricordo di te,
sul gradino più alto della terra...
e quando la voce sopra gli angeli respirerà l'eterno di noi,
insieme cadremo sopra la pioggia dentro ogni goccia in ogni lacrima,
come le ali di un tempo scorreremo verso l'ignoto.
E caddi protratto da una nuvola,
guardavo laggiù com'era bello il mondo,
a chi sogna,
tutto si dipinge della chioma di una cometa nel firmamento,
morirò e perderò le mie ali per te.
Voce opalescente sul cammino,
mostrami che ciò che sono gli angeli non si tramuta in un divenire di polvere finissima.
Morte e miracoli aggiunte al tempo di chi a fianco a me voleva stare,
per spiegare come il mondo finisce guarito dal sgretolarsi di ogni male,
cadrò per te.
Ricorderò finemente chi sono stato,
ho colto pezzi di cielo e li ho portati d'innanzi a te,
guardai lassù ancora una volta,
la voce che voleva sconfiggere per sempre l'eterno destino era svanita silenziosa dentro di me.
Muovevo le labbra per raccogliere le parole che erano andate perse con il tuo amore,
specchiandomi per la prima volta nel riflesso del tuo cuore,
mi mozzasti il fiato e di li a poco a poco raggiunsi il nirvana.
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Filippo Ferrari
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