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Riflessioni 23 settembre 2011 · lettura 1 min · 2059 letture

Sacro Spirito (Indiani d’America)

Carla Fortebracci 37 poesie pubblicate
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Affiorano dai meandri della memoria, crepuscolari fatui ricordi, leggeri afflati d’antica gloria, volteggiano nel cielo dei primordi. Libero galoppa ardito e fiero, coi suoi compagni divide il pasto, cinge la chioma il corvo nero che del suo popolo ne fu il fasto. Sferza sul volto veloce il vento, vasta la prateria s’estende, affiora quel coraggio che mai fu spento, mentre indomito l’arco tende. Cala la notte s’accendono le stelle, ulula lontano il lupo al cielo aperto, danza il suo corpo e vibra la sua pelle, mentre ascolta il respiro del deserto. Ma poi, da quella notte più nacque il sole, a nulla valsero propiziatrici danze, cacciato dal suo Canyon dalle profonde gole, rivolto al Grande Spirito pregò e pianse.
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Ad un grande popolo!

L'autore
Carla Fortebracci

Mi interesso da molti anni di tutto ciò che riguarda il paranormale e che apparentemente non ha una spiegazione logica. "Non esistono certezze assolute, laddove non si trovano spiegazioni logiche o viceversa". I Greci chiamavano “Poiésis “ l’arte del creare, l’arte del comporre specialmente in versi, rappresentand

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Commenti (2)

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alessio carlini23 settembre 2011

come una eco che ancora si espande e risuona ovunque... e questa lirica ne è la prova e la riconoscenza ad un popolo che ancora e per molto tempo... ancora, ci insegnerà a respirare co purezza la Vita! piaciuta e condivisa

Gesuino Curreli9 ottobre 2011

...e fu l'ultimo pianto, e dopo lui si spense, inascoltato, l'urlo vergine e possente di un popolo sovrano nel suo regno, figlio della terra e del cielo, dei venti sopra i campi e sopra i monti. E fu sprezzato e vinto, cacciato dai capanni a dai rifugi, dall'uomo bianco savio e prepotente, e noi, bimbo incosciente, si parteggiava per la cavalleria. Un genocidio nell'umana via, dove soccombe l'anima innocente, immolata alla storica vittoria di chi con i soprusi e falsa gloria scrisse becere pagine e insolenti. Si sveglieranno un giorno fresche menti e torneranno sulla prateria a dire della sporca fantasia che alimentò modelli sporchi nelle genti vogliose di conquista e di razzia.