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Riflessioni 24 settembre 2011 · lettura 2 min · 1454 letture

Terra bruciata

Mauro 106 poesie pubblicate
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Quando l'ultima ala, avrà spinto sull'aria rarefatta, di questa terra consumata dall'uomo e la piuma bruciata, da un cielo ormai privo di ozono cadrà indifesa nel mare di piombo. Terra cielo e mare confusi nel grigiore, di questo nostro mondo perito senza onore, ucciso dalla mano dell'uomo intelligente, ma visto il risultato, non ha capito niente. Privata di stagioni, la terra rinsecchita, presenta solo rughe ormai prive di vita e lì dov'era stato il verde del pianeta, risiede solamente la nuda e cruda pietra. E il cielo color nebbia che gli occhi avea incantati presenta spazi plumbei dal tuono lacerati non v'è presenza alcuna di ossigeno e vapore solo una triste coltre, l'avvolge col dolore. I mari evaporati da un sole ormai cocente sono ridotti a pozze fangose e purulente miliardi anni di vita cresciuta in quella culla sono un ricordo atavico, non è restato nulla. Questo è il lavoro svolto dall'"opera di Dio" (L'uomo) lo sfruttamento stolto di cui paghiamo il fio estinta ormai anche l'ultima molecola di vita, possiamo sol ben dire, che persa è la partita.
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L'autore
Mauro

Ormai sessantenne, ho scoperto il piacere della poesia come pubblica espressione dei miei pensieri. Scrivo preferibilmente in rima perchè gli ancestrali ricordi scolastici, mi fanno percepire la poesia come qualcosa di ritmico e musicale. Non riuscirei a fare altrimenti. Accanito lettore di Fantascienza, musicista

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Commenti (5)

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Pino Penny24 settembre 2011

ma la partita sembra persa, ma chissà se Qualcuno impedirà la rovina del Suo capolavoro. complimenti per il lavoro( come si dice quanto ogni fine verso è rimato?)

S
Sadness24 settembre 2011

Catastrofica visione della terra in questi versi dove risalta (giudizio di profana) ricerca e studio di rime e metafore idonee a trasmettere questo nostro tempo su questo pianeta che sta andando in mille pezzi (dove per i credenti grandiosa opera di Dio) ... piacevole lettura, complimenti per l'originalità

Paola Galli25 settembre 2011

"miliardi anni di vita cresciuta in quella culla... non è restato nulla", è questo il senso inquietante ancor più perché reale che do a questa intensa e forte poesia! l'uomo, creatura divina, è riuscito a bruciare con un azione costante e continua, tutto lo stupendo patrimonio che gli era stato donato! incurante dei posteri! bellissimo il finale anche se tutti noi non cesseremo mai di sperare fino in fondo di non perdere questa partita!! molto apprezzata

Saverio Chiti27 settembre 2011

che mondo "regaleremo" ai nostri figli? noi, che ancor non siamo consapevoli dei nostri sbagli... che scusa adotteremo... nei loro occhi ci sarà terrore, ma l'indigniazione sarà ancor più grande! che padri siete, ci condannate all'oblio... non ci saranno scuse... si, saremo stati noi, tu, loro... io! bella riflessione caro Autore... si, c'è davvero molto da riflettere, in ciò che hai scritto! Molto apprezzata.

C
Colomba2 marzo 2012

Deplorazione per il mal comportamento degli umani verso il nostro bel pianeta, inquinamento, azioni distruttive, avidità finalizzata alla propria ricchezza, ma tanta stoltezza dell'umano, dove vuole arrivare? Forse all'autodistruzione!!!!Complimenti per stile e contenuto!!!