Volgare
Strane luci nel cielo
mi hanno imbambolata
hanno rubato me per un'ora.
Cos'erano?
Ho paura?
O sono eccitata?
Ascolto le tue parole
sei un folle
precipitano le tue manie
non hai stabilità.
Altre strane luci
tra le tenebre
coincidono con le tue profezie.
Era il manicomio il posto adatto a noi
ci hanno scagionati.
L'insalubrità di mente
è un difetto
la casa dei matti
ne è vuota.
Non sei malato
sei tormentato dal tuo vissuto
anch'io.
Siam partiti
eravamo in due
siam fuggiti
eravamo io e te
la volgarità del treno
che abbiam
preso mi stupisce.
Ci siam restati
fino a quando abbiam voluto
e poi abbiam giurato al futuro
parole mai dette
dalle nostre bocche
e poi abbiam fatto l'amore
con il nostro delirio di mente
mani contro i vetri
e poi più niente
la mia ingordigia
s'è frenata.
Lasciai quel treno
non attesi la fine,
spezzai quel che c'era.
Volgare son stata.
Ora spezzo l'aria con le mani
ricordo quei giorni
esagero un po'
costruisco manufatti di cartone.
Ho spasmi d'aria
lacci al cuore
e non respiro.
Poeta malato
germi di cultura
mi hai rubato
passi di vissuto
mi hai cancellato.
Volgare sei stato.
Ora stringo il calamaio
Orrenda passione
Deboli pretese.
La candela s'è spenta
Fuliggine nei miei occhi
Lacrime nascoste.
Volgari siam stati
Nel morire bruciati.
©
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