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Amicizia 25 settembre 2011 · lettura 2 min · 2244 letture

Che fine ha fatto l'erre meno?

Mauro 106 poesie pubblicate
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Quel giorno a scuola, lo ricordo ancora, ora di fisica e tutto era precario, una materia che facea paura, e il professore chiedeva un volontario. La bestia nera dell'interrogazione? Un r meno (r-) in formula complessa, nessun di noi ne conosceva la ragione, e i candidati non facevan ressa. Chi allor fingeva raccogliere la penna, caduta sotto al banco per errore, chi a capo chino leggeva qualche strenna, cercando di sparire a quell'orrore. Il dito intanto dell'insegnante andava, su e giù al registro dov'era scritto il nome e nella classe nessuno più fiatava, terrorizzati dall'interrogazione. Ed ecco infine chiamato il condannato. "Aurelio Pucci si accomodi in lavagna". Tutta la classe allora tirò il fiato, mentre il sudore l'ampie fronti bagna. "Mi svolga dunque la formula in oggetto, con i passaggi e poi la spiegazione". Il poro Aurelio l'aveva stretto stretto e non sapeva spiegarsi la ragione. Scrisse la formula e con viso ameno, passaggio prossimo scomparve l'erre meno, ma l'insegnate l'interruppe ratto, "Aurelio... l'erre men che fine ha fatto?" L'amico Aurelio fu preso a congestione, ma all'improvviso ebbe un illuminazione, "A Professò! Abbracadabra brù brù brù, e l'erre meno finalmente non c'è più". E nella classe sbottò una gran risata, e l'insegnante con lo sguardo tosto, "Alunno Pucci, stavolta l'hai sfrangata, non ti do il voto, dai ritorna a posto."
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Nome di fantasia

L'autore
Mauro

Ormai sessantenne, ho scoperto il piacere della poesia come pubblica espressione dei miei pensieri. Scrivo preferibilmente in rima perchè gli ancestrali ricordi scolastici, mi fanno percepire la poesia come qualcosa di ritmico e musicale. Non riuscirei a fare altrimenti. Accanito lettore di Fantascienza, musicista

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Commenti (9)

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U
Ugo Mastrogiovanni25 settembre 2011

Da questi versi si rivelano i caratteri di un'eloquenza asciutta, essenziale, concreta, quella maturata a scuola con fatica, trepidazione e sacrificio, e la simpatica poesia lo dimostra.

Paola Galli25 settembre 2011

è esilarante! molto simpatica e divertente! si legge con il sorriso sulle labbra ed evoca prorio quei momenti tra i banchi, attimi di vita scolastica che più o meno tutti abbiamo vissuto! è appropriata al tema! complimenti.

Mario Bugli25 settembre 2011

In questi versi si rivivono le trepidazione che tutti abbiam provato da studenti... paro, paro, così descritti... ora ci si ride sopra, ma allora come dice il bravo autore ce l'avevamo stretto stretto e ci si rilassava solo quando, almeno per quella volta l'avevamo scapolata... ma la grazia purtroppo era solo di breve durata... potrebbe ben figurare tra le cinque in home page...!

claudia cafagna26 settembre 2011

una brillante descrizione dello stato d'animo più conosciuto al mondo! qui la poesia trova ispirazione nei ricordi scolastici, con abilità comica il poeta riesce a trasmettere le sue stesse emozioni. bellissima

C
Colomba15 ottobre 2011

Poesia simile ad una commedia teatrale, ben recitata dall'attore, per cui ho riso dall'inizio alla fine, perché rievoca una realtà vissuta dagli studenti. Complimenti, poeta e attore!

Arcangelo Galante26 ottobre 2011

Una meravigliosa poesia- racconto che ha ben elogiato i comportamenti degli alunni scolastici, decorandoli con piacevoli e poetiche immagini. Complimenti per la pubblicazione. Bravo!

Cinzia Gargiulo16 gennaio 2012

Una situazione in cui tutti ci riconosciamo... chi non ha vissuto questi momenti di panico a scuola?...Ed ora che sono lontani è bello ricordarli e sorriderci su con questa gradevolissima poesia.

Fiammetta Campione14 marzo 2012

Una cosa te la devo dire: grazie! questi versi mi hanno catapultato indietro ai mitici anni del liceo, mi ci sono ritrovata completamente! Bei tempi davvero... Versi ironici al punto giusto davvero molto godibili.

M

Non è possibile... mi era sfuggita... che risate... Qui hai dato il meglio di te... e ti si riconosce appieno... BELLISSIMA ed INFIOCCHETTATA!