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Introspezione 30 settembre 2011 · lettura 2 min · 802 letture

Tormento ed Estasi

Denny Millanti 25 poesie pubblicate
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Dalla ragion penzolar tentenno e se un occhio nel vuoto, indugiando metto al centro del fuoco l'altro, brama e gode. Silenziate grida per mute parole golose mi chiamano. Riverberi e detriti d'infranta cagione l'armatura risalgono. Su occhi di luna sorgiva, acqua di dolore s'accenna, con cenere di ricordi s'impasta e il buio al vero s'incolla. Soffocando vezzi e malvezzi lievitar. Ergo, che al perdono sta l'amor, il coraggio... alla paura e il dolore non cambia se i fattori inverto, sinché l'illusion al sentimento innamorato non s'appai. Sulla lingua, sospiri e ombre a danzar una Milonga vanno. Neoclassici corpi che indugiano in sotterranei muscoli, invocano. Nativi assiomi si appagano. Quieto sentor d'amore che nella cunea man, intingo e nei "ma" dei graffi e dei " se " nei ricordi tampono a timbrar, congenite e gentili sorti. M'affanno allora, su onde di prua a risalir in picchiata e discender valli. Fin senza fiato accellerar. Perché amare e morire è il naufragar del cuor. Errar allor mi renda grato quel dolce e triste viver, di una vita sulla vita e senza tempo è l'emozione. Dall'estasi tratto... mi premo al tormento muoio e risorgo, cuore che pensa.
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Denny Millanti
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