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Sociale 30 settembre 2011 · lettura 1 min · 2237 letture

Pendolare

EnzoL 618 poesie pubblicate
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rimpallo mi rotolo mi protocollo mi schedulo mi barrasfibro l'anima corrodo catrame con i piedi di piombo e sfido con occhiali da sole la notte che sta per finire mi poggio pesante sulle spalle del passante e dondolo sulle anche della tizia che mi guarda tendendomi una mano come fosse l'addio del genere umano macinati maciniamo carni straniere tra una stazione e l'altra sogniamo il deserto sudore e caldo infernale come deterrente non funzionano provate con il gas...
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ogni mattina il delirio...

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (16)

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Aldo Bilato30 settembre 2011

"we don't need to thought control... no dark sarcasm in the train... all in all yuo're just, another brick in the wall" ... parafrasando: i mattoni, si cuociono meglio la mattina... così, durante il giorno, l'altoforno cuoce ciò che vuole... finchè, un bel giorno... non ve li tireremo nella testa...

Annamaria Barone30 settembre 2011

ogni parola è incisa a fuoco sulla mia pelle, ogni odore riempie le mie narici, ogni minuto un tormento, freddo d'inverno, caldo d'estate e le attese e le file, come pecore senza un cervello, e prova ad andare controcorrente! Diventeremo mattoni? Lo spero, per spaccare le teste di chi si fa un viaggio ogni cinque anni con il treno messo in festa, con i pensolari( veri) fuori e poi dice alla tv:" ma quanto è confortevole spostarsi con i mezzi pubblici!", ed allora perché non le danno a me le loro auto blu?

Annamaria Barone30 settembre 2011

Patrizia Ensoli30 settembre 2011

Parole sante, letta con piacere e apprezzata, vuoi mettere la poesia di essere tutti i giorni schiacciati e inscatolati in lattine puzzolenti, con mani ciaccione ovunque?? L'ho buttata sul ridere ma, c'è ben poco da ridere... Bravo!

S
Sadness30 settembre 2011

Bella ritmata questa poesia, a ritmo rap ...un fenomeno che occupa un'importanza di livello medio alto nella società, ovviamente causando oltre ai tanti altri un importante inquinamento atmosferico; lettura molto particolare per il tema trattato, grande

Rossi Alessio30 settembre 2011

Mi ha fatto sorridere questa bella poesia che con bei versi ben ritmati denuncia una situazione di disagio che prima o poi ogni pendolare prova. molto apprezzata

Shelly Nicole Del Santo30 settembre 2011

Immagino cosa possa significare la vita del pendolare, ogni mattina sempre la stessa tiritera, macinati accalcati in treni caldi o freddi fa lo stesso. Particolare l'originalità di questa poesia letta con piacere e interesse

Rita Stanzione30 settembre 2011

poesia che lascia senza parole, il significato si insinua nel cuore..."come fosse l'addio del genere umano" è una grande frase... i miei complimenti, Poeta

Silvia De Angelis30 settembre 2011

Si sofferma, con versi accentuati, l'autore sulla precarietà della vita dei pendolari,, costretti a viaggiare in modo indegno su linee stracolme e malfunzionanti... Poesia piaciutissima

alessio carlini30 settembre 2011

davvero singolare ma che si sposa alla "pseudo perfezione" con l'odiernità ...insomma un buon modo per iniziare la giornata ed arrivare al lavoro con l'animo sereno!! l'autore si propone costantemente con uno stile personale e di ottimo impatto ...molto apprezzata

Fiammetta Campione30 settembre 2011

Divertente e amarissima, attuale e originale, efficace nel trasmettere le sensazioni che si provano quando ci si trova schiacciati letteralmente in mezzo alla carne umana... Una lirica incisiva, ben fatta e molto gradita

C

è dura far il pendolare, ben comprendo la sottile ironia che si rivela in questi originalissimi versi, fiocco

P
Paolo Morganti30 settembre 2011

ho fatto il pendolare dal 1976 al 1996 ed unica nota positiva era quando l'autista del bus mi picchettava la spalla Urlandomi: Giù dalle brande svegliaaaaaaaaaaaaaaa! certe dormite profonde con sogni di paradisi esotici dove prendevo il sole su un amaca con donne bellissime che cullavano me e la mia mente ...poi quel c... afone d'autista mi rompeva i c... ocktail. Big sei una forza della natura i miei complimenti, sagace e sapiente tocco d'artista. fiocco e segnalo.

Duilio Martino1 ottobre 2011

Riesce a cogliere quei dettagli minuti salienti che solo grandi autori sono in grado di leggere e poi riportare in versi... E poi la chiusa! Una vera delizia!...

f
filiberto1 ottobre 2011

Le situazioni descritte sono quelle realmente vissute da chi è costretto a fare il pendolare, ma in quell'andare e venire ci vedo anche un certo romanticismo: il contatto quotidiano spesso con le stesse persone, la socializzazione, la nascita di rapporti interpersonali... o almeno era così quando facevo il pendolare io... Roma - Santa Palomba. Lo stile è quello inconfondibile dell'Autore che stimo, deciso, dirompente, che non concede spazi, che aggredisce il lettore scuotendolo. Molto, molto piaciuta.

DonnaFPgreeneyed2 ottobre 2011

Lirica incalzante senza spazi, come i mezzi di trasporto in certe ore. Aggredisce come m'aggrediva il tanfo, gli olezzi che già di prima mattina, ancor più la sera al ritorno, sulla metro o tram m'invogliavano all'allenamento all'apnea. Senza dimenticare gli spintoni a mano morta e quando ti giravi per fulminarli, fingevano di tutto, a volte costringendoti a scendere molto prima, per esasperazione. Grintosa, realistica, con quel tanto d'ironia che non guasta. Che tempi erano e purtroppo, a quanto pare, nulla è cambiato.