Pendolare

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (16)
"we don't need to thought control... no dark sarcasm in the train... all in all yuo're just, another brick in the wall" ... parafrasando: i mattoni, si cuociono meglio la mattina... così, durante il giorno, l'altoforno cuoce ciò che vuole... finchè, un bel giorno... non ve li tireremo nella testa...
ogni parola è incisa a fuoco sulla mia pelle, ogni odore riempie le mie narici, ogni minuto un tormento, freddo d'inverno, caldo d'estate e le attese e le file, come pecore senza un cervello, e prova ad andare controcorrente! Diventeremo mattoni? Lo spero, per spaccare le teste di chi si fa un viaggio ogni cinque anni con il treno messo in festa, con i pensolari( veri) fuori e poi dice alla tv:" ma quanto è confortevole spostarsi con i mezzi pubblici!", ed allora perché non le danno a me le loro auto blu?
Parole sante, letta con piacere e apprezzata, vuoi mettere la poesia di essere tutti i giorni schiacciati e inscatolati in lattine puzzolenti, con mani ciaccione ovunque?? L'ho buttata sul ridere ma, c'è ben poco da ridere... Bravo!
Bella ritmata questa poesia, a ritmo rap ...un fenomeno che occupa un'importanza di livello medio alto nella società, ovviamente causando oltre ai tanti altri un importante inquinamento atmosferico; lettura molto particolare per il tema trattato, grande
Mi ha fatto sorridere questa bella poesia che con bei versi ben ritmati denuncia una situazione di disagio che prima o poi ogni pendolare prova. molto apprezzata
Immagino cosa possa significare la vita del pendolare, ogni mattina sempre la stessa tiritera, macinati accalcati in treni caldi o freddi fa lo stesso. Particolare l'originalità di questa poesia letta con piacere e interesse
poesia che lascia senza parole, il significato si insinua nel cuore..."come fosse l'addio del genere umano" è una grande frase... i miei complimenti, Poeta
Si sofferma, con versi accentuati, l'autore sulla precarietà della vita dei pendolari,, costretti a viaggiare in modo indegno su linee stracolme e malfunzionanti... Poesia piaciutissima
davvero singolare ma che si sposa alla "pseudo perfezione" con l'odiernità ...insomma un buon modo per iniziare la giornata ed arrivare al lavoro con l'animo sereno!! l'autore si propone costantemente con uno stile personale e di ottimo impatto ...molto apprezzata
Divertente e amarissima, attuale e originale, efficace nel trasmettere le sensazioni che si provano quando ci si trova schiacciati letteralmente in mezzo alla carne umana... Una lirica incisiva, ben fatta e molto gradita
è dura far il pendolare, ben comprendo la sottile ironia che si rivela in questi originalissimi versi, fiocco
ho fatto il pendolare dal 1976 al 1996 ed unica nota positiva era quando l'autista del bus mi picchettava la spalla Urlandomi: Giù dalle brande svegliaaaaaaaaaaaaaaa! certe dormite profonde con sogni di paradisi esotici dove prendevo il sole su un amaca con donne bellissime che cullavano me e la mia mente ...poi quel c... afone d'autista mi rompeva i c... ocktail. Big sei una forza della natura i miei complimenti, sagace e sapiente tocco d'artista. fiocco e segnalo.
Riesce a cogliere quei dettagli minuti salienti che solo grandi autori sono in grado di leggere e poi riportare in versi... E poi la chiusa! Una vera delizia!...
Le situazioni descritte sono quelle realmente vissute da chi è costretto a fare il pendolare, ma in quell'andare e venire ci vedo anche un certo romanticismo: il contatto quotidiano spesso con le stesse persone, la socializzazione, la nascita di rapporti interpersonali... o almeno era così quando facevo il pendolare io... Roma - Santa Palomba. Lo stile è quello inconfondibile dell'Autore che stimo, deciso, dirompente, che non concede spazi, che aggredisce il lettore scuotendolo. Molto, molto piaciuta.
Lirica incalzante senza spazi, come i mezzi di trasporto in certe ore. Aggredisce come m'aggrediva il tanfo, gli olezzi che già di prima mattina, ancor più la sera al ritorno, sulla metro o tram m'invogliavano all'allenamento all'apnea. Senza dimenticare gli spintoni a mano morta e quando ti giravi per fulminarli, fingevano di tutto, a volte costringendoti a scendere molto prima, per esasperazione. Grintosa, realistica, con quel tanto d'ironia che non guasta. Che tempi erano e purtroppo, a quanto pare, nulla è cambiato.











