Non m'innamoro mai di ciò che sono
Non mi innamoro mai di ciò che sono
ma di quello che posso diventare
dei sogni imbevuti di speranza
dei colpi d'ala dati contro il buio
dettati da qualcosa che si muove
dentro, dove finisce l'orologio
e le lancette assomigliano a steli
di fiori di stelle cadute in mare
Un lampo dentro gli occhi in un parcheggio
un attimo di sole alla finestra
la stretta nella mano di mia figlia
il batticuore di un arrivederci
il margine sottile che separa
la vita dal teatrino di se stessa
e l'ansia di riaprire quella porta
dove scompare il nulla, e tutto appare.
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Commenti (1)
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T
Thomas Rivolta5 ottobre 2011
Bravo mi piace il tuo modo pulito e lineare di scrivere d'amore. Complimenti!