Salice piangente
Oggi il salice a capo chino,
aveva gli occhi carichi.
L'acqua cancella l'acqua.
Il suo cadere gentile lava via le nostre amate ombre.
Una volta ne ebbe riverenza il sole,
e tagliò tutt intorno la sua luce...
E nostra era la pienezza dei contorni,
e nostro quel leggero piccolo regno,
fatto del riflesso dei due cuori.
E fuori il fiume accordò:
silenzio...
Oggi è rumoroso il fiume,
tracima, richiamando a sè tutte le acque.
Impazzito precipita.
Verso il mare funesto dei relitti muore, privato di riposo eterno.
Gli occhi guardano violentemente avanti,
ma la debole ribellione della dama...
impigliata, senza più regno e senza cavaliere,
nei capelli a quell'incedere indifferente,
li trascinano indietro.
E a terra la dama intonò:
la disperazione...
Tremo al primo passo.
Al secondo battito fremo.
All'ennesimo colpo mi accascio ad abbracciar la sabbia,
e chiedo al vento di seppellire quell'anima prostrata.
Muore il passo. Muore il cuore.
Ora gli occhi ricordano,
carichi di pianto.
Il sole si è rinchiuso.
Il sale affiora dalle mie iridi a bagnar la salma.
La mia mano si indigna,
strappa via un verde germoglio senza amore...
quel pianto arrampicato lungo i rami crolla,
una pioggia di infamia si perde sulla mia testa,
cade dolore su dolore.
E nella mia anima si affaccia:
il buio...
Il sale si confonde nelle pozzanghere.
L'acqua cancella l'acqua.
Il suo getto salvifico senza pretese incalza,
macina in un immenso unico mare pene e ricordi.
Muore il pianto. Muore il sogno.
Ora l'Acqua bagna di grigio,
senza alcuna benedizione.
Il Regno è bruciato e dissolto.
E tutta la Terra, cielo ed erba,è intrisa delle sue polveri.
Un anno fa una Zingara profetizzò:"un'ombra!"
Ah! Potessi rincontrarla...
Non sa che la dama piange,
le ceneri si impastano al suo, al mio sale,
si perde nel fiume il mio cavaliere assassinato.
E le due ombre incontrarono:
l'oblio...
Pioverà cenere fino a che l'ultimo coriandolo della sua salma
verrà lavato via dalle mie lacrime.
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