Il dentro che è muto
Francesco Giardina
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Se potesse chiamarmi
avrebbe già scritto il mio nome
nell'albo ematico dell'eternità
gocce d'ambra mi cadono addosso
ad una ad una
narcotizzano
le mie molecole
d'immensità
asciugo lacrime
sul panno incinto di malinconia
di memorie transfughe
SOFFOCO E VIVO
all'alaggio di stelle
di proteso amor
mi scomodo
d' accorata stima
porto in grembo
nei lassù clementi
silenzi orgiati
dalle parole che solo servono
a non far
parlar
il dentro che è muto
è
sviolinio notturno
di rimembranze a me care
ematicamente puro
riposto segretamente in crucce
nell'armadio delle scienze
dalla saggezza
distorta
di chi ha preteso di farsi spazio
tra lo spazio
suscitando l'infinito
a se stesso autore
©
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
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