Consapevolezza d'una sconfitta

Consapevole m'appesi
all'amo che piombò
sotto l'acque tranquille
del mio lago.
Vidi chiara l'esca
malcelata ed insidiosa
nelle sue forme
ma non me ne curai.
Vanaglorioso titano
ti sfidai e senza forze
novello sansone mi ritrovai.
Invano protesi le mani,
ché vuota era la tua figura
per magia d'uno specchio
che perfido riflette la tua armatura.
Or è tempo che richiuda
per sempre l'occhio offeso
ed attender all'alma
che lenta s'indura
come le scaglie
sul corpo d'un drago.
©
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