Il gobbo
Mormora e s'agita la regia che muove il cosmo.
Eppur indistinta e inavvertibile!
Cerone sciolto e calzamaglie consunte:
il sipario mai si chiuse e le luci mai spente.
La cipria del ballerino sbilenco
sgretola il viso morto.
Sguaina le sue spade di cartapesta
il protagonista incerto.
Ride amaro quel vecchio artista:
la sua ruga gli fa dispetto.
A tirar il plauso
della platea sfrenata,
l'eccellenza in una buia bocca
appena accennata...
Il grandioso palcoscenico non tocca.
Silente rimarrà il gobbo a suggerir l'amore
e degli ipocriti, i veri attori, rimarrà l'onore.
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Commenti (1)
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Giovanni Capone 198713 ottobre 2011
complimenti, davvero una bella poesia... ma l'onore non rimarrà sempre a loro...
