La pioggia ci coglie
Omero Sala
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La pioggia ci coglie all'improvviso
sopra una strada bianca in mezzo ai campi
mentre ci avviciniamo a piedi a Saint- Malo.
Camminiamo al centro della strada,
sotto un incredibile diluvio,
zuppi e sgocciolanti,
le braccia aperte a far da imbuto al cielo.
Cantiamo, facendo gorgogliare nella gola
la fresca acqua che discende a secchi.
Scalciamo l'acqua delle pozze
come Gene Kelly in "Singin' in the Rain".
Ed è un godimento da non dire
inzaccherarci bene fino al collo
e farci dilavare dagli scrosci.
Poi, a sorpresa, l'acqua cessa,
c'è uno strano arruffato movimento
di nuvole nel vento
e dopo due minuti
torna a sfavillare il sole.
Luigi si toglie la camicia,
la fa roteare sulla testa
e urla e schizza l'acqua intorno.
Emilio ci insegue zoppicando,
recita formule latine
e ci battezza con la scarpa colma.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano12 ottobre 2011
E' molto accattivante questa poesia, che descrive una scena di cristallina amicizia, resa ancora più pura dalla pioggia (il cielo, nel nord della Francia, è "capriccioso come il cuore di una bella ragazza", si usa dire da quelle parti), che d'improvviso cessa, ma che è caduta in quantità tale da permettere agevolmente il "battesimo" dell'amicizia stessa.
