Penso ed esorto
Il lavoro, il risparmio e la concordia
assicurano la pace e la ricchezza;
con essi l'uomo acquista nitidezza,
viceversa solamente la discordia.
Il lavoro è fonte di guadagno,
rende la vita operosa e bella;
chi sceglie l'ozio per compagno
alla noia succhia la mammella.
Però non basta solo guadagnare,
bisogna far buon uso dei denari;
spender si deve, ma anche serbare,
senza fare la fine degli avari.
Ma lavoro e risparmio da soli
non bastano, concordia ci vuole
tra gli uomini, se no son duoli
dall'alba al tramontar del sole.
Per avere le tre cose ci vuol poco:
basta dare a tutti il tutto;
ogni cosa avrebbe il giusto loco
e lo Stato godrebbe sì gran frutto.
Se i governanti di questa società
saranno sempre falsi e disonesti,
gli italiani non avran prosperità,
ma vivranno solo dì funesti.
A chi giova questo malcostume?
Forse a chi non usa la ragione,
al folle, all'onorevole lordume.
Aborrite la prevaricazione!
Demolite finalmente i piedistalli,
su cui si regge il vostro falso regno.
Date ai cittadini un vero segno
di mea culpa per i vostri falli!
Potessi, perdinci, farvi capire
che l'uomo ha il diritto quaggiù
di nascere, crescere e campare
con stenti naturali e poi finire
di vecchiaia e non di schiavitù,
da uomo e non come giullare.
Entri nella vostra mente aperta
quel che oggi io ho inteso dire.
Viver la vita sempre più incerta
spinge al delitto ed al suo fiorire.
©
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L'autore
Gino Ragusa Di Romano
Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e
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