Quousque tandem
Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e
Commenti (2)
E' molto amara questa poesia scritta e pubblicata, come ci informa l'autore, ormai cinquant'anni fa (ed è resa ancor più tetra dall'uso del maiuscoletto, come se fosse incisa sulla lapide dietro la quale riposa per sempre la nostra nazione) . L'incapacità italiana di sapere bene amministrare la cosa pubblica è probabilmente endemica: il Regno di Sardegna era forse un'eccezione, e si illuse di potere esportare facilmente le sue sane istituzioni nel resto del Paese; non aveva fatto i conti con le inveterate abitudini clientelari di tanti piccoli staterelli, con la profonda ignoranza delle masse del Mezzogiorno, con la presenza costante e invadente, prima palese e poi camuffata, di uno Stato teocratico...
una rabbia toccante e che rende forte e intensa questa lirica che, purtroppo, lascia un amara constatazione. La patria defraudata d'ogni antico splendore rimane ancor più infangata oggi che cinquanta anni or sono per la stoltezza dell'italiano ma ancor più per la voracità di pochi che l'hanno derubata.
