L'amore si muore di fame
Un tempo scrivevo parole d'amore
che il vento portava per cantarle al sole
e quando tornavo con un pianto nel cuore
leccavo le lacrime per sentirne il sapore.
Il mare era azzurro e il cielo sempre più blu
poi finì quell'estate e non li vidi mai più.
Un giorno nutrivo i miei fiori di campo
seminando sorrisi passandoci accanto
e la notte lisciavo lunghe chiome di grano
con la mano tremante ed un sogno villano.
Il mondo era grande e la luna rideva
poi squagliarono il cielo e rimase la cera.
E adesso l'amore si muore di fame:
non ha più costumi per il carnevale;
si muove a casaccio fra sbalzi d'umore,
e non esce di casa nemmeno se spiove.
Un tempo scendevo di corsa le scale
lasciando sul tavolo tocchi morsi di pane;
correvo più in alto dei pensieri degli altri
e i giudizi cadevano senza neanche sfiorarmi.
La strada era dritta e le stelle brillanti,
poi bruciarono le torri e ci buttammo giù in tanti.
E adesso l'amore si muore di fame;
non ha più sorprese da scartare a Natale;
si lascia toccare solo se gli conviene
e non chiude più gli occhi nemmeno per dormire.
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