Tiepido abbaglio

Eburnee e avvolgenti,
stese, come un bianco velo,
sui miei occhi arsi di limpida lascivia;
piallate di neve e sontuosa brama,
molli e tiepide al tocco di labbra tremanti,
che avide ne rubano l'infiammata anima.
Bagnate d'ardente febbre:
carnosi tappeti sudanti di fosco peccato.
Languide e vezzose, tenere e ammiccanti.
Diafane e brillanti in pornografica teatralità.
Dannate, conturbanti, sudate;
molli voluttà che s'insidiano in ogni remoto pensiero
e che scaldano i sensi in stringenti spire bramose.
Lisce e fiammanti, mosse da lubrica baldanza,
irresistibile e procaci, d'accecanti e assatanati contorni,
eppure dolci e leggiadre
come farfalle in volo su danzanti corolle.
Morbide sulle mie ciglia
come un'alba che,
in antelucana invernale imponenza,
versa soffici baci
su un cielo triste e sbiadito.
©
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L'autore
Andrea
Scrivere è il miglior modo per esorcizzare gli spettri che ci ammorbano l'animo: la scrittura è soprattutto sentimento immediato, intuizione folgorante, potenza dirompente che trasuda da ogni lettera.
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