Il Poeta Fallito

A testa alta guardavo la gente
dall'alto
in basso,
fino a farmi venire il torcicollo.
Primitivi i contadini,
la loro pesante zappa
contro la mia piuma di uccello!
Gli arricchiti e i commercianti,
troppo invischiati per guadagni volgari,
io campavo di poesie sognanti.
E se i miei versi non erano capiti,
allora sbottavo,
sono troppo bravo,
soave la musicalità e il metro,
dolci le parole d'amore,
perfette le mie donne immaginarie.
In vero, non capii mai la poesia cosa fosse,
le mie erano maniere vuote,
non ho mai avuto l'anima del poeta,
ho sempre avuto quella dell'illuso.
Sputo le mie ultime parole
su questo foglio di carta:
non c'è rigoroso metro,
non c'è una baciata rima,
non c'è un immaginario amore,
solo qualche goccia arida di un fallito
che, riconosciutosi, abbraccia madonna Morte.
©
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