Der Wand und die Nacht
Raffyka Danse Macabre
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Nel centro di Berlino d'Inverno algido
Ludwig e Gilbert udivano il vento
ombre oscure, sangue pavido
presagi insicuri, il gemito del pianto
Ludwig abbracciò impaurito il fratello
pianse sulla spalla tetra e stremata
macchiata di stille, di un greve fardello
come la terra teutonica occupata
-West, non mi dimenticherò di te
austero erede delle lande desolate
dove i cavalieri hanno combattuto
Dove i soldati non hanno mai temuto
il nemico crudele ha vinto la sfida
ma il ricordo non può mai cancellare
quel ricordo che nel tuo cuore grida
con voce possente: continua a sperare!-
- E se come la notte tra noi un muro
divida gli sguardi i cuori e le parole?
Non abbandonarmi, scoglio sicuro
nel mare in tempesta senza più sole!-
Russia marciò, occhio di ghiaccio
sulla tempia di Prussia puntò la pistola
strinse una corda da braccio a braccio
spezzò l'abbraccio, Germania era sola
il collo tedesco America stringeva
del biondo Ludwig dalla guerra sconfitto
che urlava al fratello mentre piangeva
-Est, non lasciarmi solo e distrutto!-
Venti di lacrime spiravano lenti
e mentre gli sguardi si abbandonavano
gli arti dei due prima congiunti
divennero vuoti e s'allontanavano
Venti di lacrime, all'ombra di un muro
nelle mani nemiche cadde l'Impero
Lacrime fredde in un abbraccio oscuro
sotto il cielo di Germania tinto di nero
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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