Ottobre
Le lucertole hanno tradito il sole.
Rintana la voglia di lasciarsi penetrare dal tempo
immersi nel sogno di un pulviscolo d'oro.
Alla nostra salute il calice colmo... e non bevo:
il freddo mi congela la sete.
Ladra di sguardi
siedo su ogni meta che osservi.
Ritorna a marciare il tempo,
e ogni rintocco è rumore
di passi lontani, di legni spezzati, di uccelli fuggiti.
Le pagliuzze negli occhi anche esse migrate
verso terre che gli occhi stessi mai abbracceranno.
La brezza veste le mie braccia nude
e distratta la tua mano sfugge
troppo presto dall'avidità della mia pelle.
Respiri nebbiosi
invano credono di riscaldare questi vetri.
Mentre la fragilità di una melodia infantile
scava nelle viscere appassite di parole pompose.
Terribile e lineare come la lama del cavaliere tradito.
La mia armatura risplende di collera.
E uno in più dei mille già scagliati, battito nuovo,
come pietra furfante, giovane figlio,
spaccherà questi vetri
e lenirà la pena di suo padre:
cuore mio rimarrai ancora lì ad allevar bambini
e insegnerai loro a parlare senza voce...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!