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Sociale 20 ottobre 2011 · lettura 1 min · 794 letture

All'emigrato

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Gino Ragusa Di Romano 28 poesie pubblicate
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Sei vero italiano, o fratello lontano. Tu combatti da prode, non pensando alla frode di chi resta a godere, pur restando a sedere, sole e frescura della bella natura. Tu hai reso un servigio per evitare un litigio. Ma i ladri che fanno? All'estero vanno... non per lavoro, ma a celare il tesoro, che tu hai sudato per volere del fato. La delinquenza dilaga, la droga è una maga, che uccide da anni sul fiore degli anni. La giustizia è morta, l'Italia è una torta divisi in partiti, che son disuniti. Il giovane suda, chiedendo un lavoro, suo sol rincoro il bacio di Giuda. La corruzione è onnipresente, i valori sono morti e sepolti, l'indegnità è la virtù emergente in questa società piena di stolti. Irresponsabili siamo ed, incoscienti, insozziamo con luride gesta dell'Italia la vesta. Ti erigo una statua, fratello e signore, mio segno di mutua ricompensa d'amore. *
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Gino Ragusa Di Romano Da " Miele e fiele " Ursini Ed. Catanzaro 1993

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L'autore
Gino Ragusa Di Romano

Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e

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