Me ne sto qui sospeso
Omero Sala
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Me ne sto qui sospeso
a fiutare gli umori della sera.
Dalla panchina fredda
da cui si può godere il lago
non si distingue più dove cominci l'acqua
o dove si distacchi il cielo.
La si immagina soltanto
la curva del piccolo golfo di Salò
trafugata alla vista dalla nebbia
e dal crepuscolo precoce.
Oltre il primo lampione alla mia destra
c'è un compatto muro grigio.
Alla sinistra si profila l'ombra vaga
dell'umido chiosco di gelati
vuoto e spento.
Si percepisce appena il leggero sciabordio
ritmato e lento
contro i pali fradici del molo.
Il ticchettare di un passo si avvicina
rapido e deciso alle mie spalle,
poi sfuma via veloce:
si tratta certamente di una donna
col suo tubino stretto e la sua fretta.
Non ci provo nemmeno a ricordare
le vele colorate
e il luccicare degli olivi di Portese.
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Omero Sala
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