Paesaggio anonimo sulla mia donna
Sull’orizzonte
dolenti ferite di carbone
svernano
- trascendono vapori gonfi di camomilla -.
Negli occhi innevati
sonni di cervi
e abbarbicanti macchie di luna
- vivide, lucenti, corpose, impassibili –
tracciate da Dio in due ellissi perfette!
In sincronica armonia con l’universo
il suo respiro pavido e infinito
- disposto, decretato da volontà superiori –
dipana fragranti fruscii nel bosco,
sul mio corpo avido di lei!
Ogni suono delle labbra
è miele sui rantoli del morente
è un ordine diretto della creazione
è l’anima mia rivolta alle voluttà eterne!
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