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Riflessioni 21 ottobre 2011 · lettura 1 min · 1565 letture

Futuro e dignità

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Io penso, figlio mio, a chi era come te qualche anno fa: bambini senza un Dio e genitori vinti dalle infelicità. A carte da parati strappate e colorate da tentativi vani di far capire un mondo ch' era solo diverso e non "assurdità". A stanze bianche e vuote, a vomito e pisciate, a muri alti e grate; a notti senza sogni, a sogni senza estate e senza libertà. E' vero, figlio mio, le cose son cambiate, ma non credere chissà... le carte da parati son solo camuffate da finte umanità. Le stanze bianche e vuote son diventate il cuore di una società che sperpera e poi taglia, poi giudica e decide su cose che non sa. E vomito e pisciate sono il dolore al fegato di mamma e di papà che a graffi e a morsi lottano perché tu possa avere futuro e dignità.
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Avere un "disabile" in casa, non è il vero problema... il vero problema è una società inadatta.

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Daniele Piredda
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