Quando respira il tempo
Marco Zuffo
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Scivolavano teste appesantite di noia,
era una scuola stanca.
Neanche a ginnastica sulla panca
si colmava l’insofferenza.
Cosi’ capitava che il piu’ positivo
era il divo del tossico ritrovo.
Faceva nuovo soltanto quel che era piu’ vecchio.
Si fosse capito il senso della situazione…
almeno al giorno d’oggi l’informazione scorre anche attraverso livelli piu’ bassi.
Nonostante non si annusi piu’ la terra,
ne’ si osserva il rigoglio del fiorire di stagioni,
anni,
secoli,
popoli,
gesta
onori e oppressioni,
dentro quei quattro sassi in mezzo al dirupo,
nella sagoma scura contro un cielo cupo d’un castello diroccato,
nei resti di un lazzaretto avvolto dalla nebbia,
in una chiesa abbandonata e divorata dalla vegetazione,
nel disprezzo delle persone per la storia che rimane,
non posso che rallegrarmi,
mi resta qualcosa su cui indagare.
Quel che riesco a vedere
sono parti di libri gia’ scritti,
forse dimenticati,
come l'angolo intonso dei pirati
nel sogno di decifrar leggende.
Il bimbo cresce cercando il suo tesoro
e queste monete d’oro
sono il frutto del suo successo.
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Marco Zuffo
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