Pura Cecità
Nel dire
e non dire
fluttua Lara
galleggia.
Il momento di gloria
non le interessa,
è il punto vuoto
del bhò.
L'amore
che le appartiene
è fuoco!
E' strisce
asfaltate nel petto.
L'appartenenza
nel flebile soffio
dell'imprevedibilità.
Docile come un'amaca
ancheggia al vento;
stretto il nodo
nuota sul fondo,
ausculta un blu profondo
e una direzione.
Non distoglie lo sguardo,
non si piega
alla distrazione.
E' un solco dolorante,
una valle rigogliosa al termine.
Non può essere volersi male
se a frammenti è tanto puro
da negare respiro e pensiero.
Non può essere
pura cecità.
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L'autore
federica miliè
Scrivo fin da piccola, ma sempre più piccola mi riscopro nei versi che sento in profonda evoluzione e metamorfosi. Credo di essere troppo giovane per comunicare cose che in molti possano sentire sulla pelle, ma da sempre per me l'unica libertà si chiama poesia. Leggerla e crearla è davvero inebriarsi. E' dono, una rad
Commenti (1)
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alessandro mazzeo25 ottobre 2011
Una figura evanescente la protagonista della tua poesia, incerta se concretizzarsi o continuare a fluttuare in un mondo troppo diverso dal suo e allo stesso tempo determinata nel non piegarsi. Davvero molto bella!
