Camorristi
Luridi porci banchettano,
bavosi ingurgitano
i morti smembrati,
sgozzati nei loro giacigli,
trascinati nei propri covi,
sventrati da avide mani.
Beffardi sorrisi
producono le labbra insaguinate.
Giacche e cravatte,
ori e diamanti,
adornano le fetide belve:
come iene su una carogna,
sbrandellano la mia terra,
Napoli.
Con essenze pregiate
provano a mascherare
l'olezzo di unto e di merda,
che gronda dalla loro pelle.
Come asce affilate
scagliate dalla mia bocca,
vorrei fossero le mie grida,
che sgozzassero in un colpo
i grossi animali,
che spezzassero i tentacoli
stretti e asfissianti.
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