E cosi mai più
Sull'agone verde di una lotta infante
rotola candida la tua innocenza,
legata ad un filo tenace e tagliente
che opprime i tiranti fin che non si spezza.
Gli sguardi diventano invisibili lame
che s'infiltrano sfoltendo le acerbe radici,
le mani trasformano i batuffoli in piume
e planando nell'intimo si fanno rapaci.
Sulle labbra s'accentua uno strano sapore
che cerca risposte poi scivola via
lacrimando pian, piano sul casto rossore
cosi come sul cero, fa la densa bugia.
Si eccitano e fremono i nervi tesi,
che affiorano a scoglio dal pudor che inabissa,
i fiori che ancora hanno i boccioli chiusi
conficcandosi a chiodo ti han crocifissa.
Adesso sei avvolta da un'anomala onda
che ti spruzza nel cielo come quando è "tempesta"
poi strappa il velo e sulla spiaggia sprofonda
vomitandoti in "donna" tra lo spumar della cresta.
©
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