Ti fotto il dolore
Basterà
un solo sguardo ben assestato per capire chi sei
È bastato
basta
basterà
Nei vostri poveri,
comuni, arroganti, strampalati
cuori del cazzo.
Mi piazzo li nel centro come un dardo scagliato con chirurgica precisione
Emorragia di una quantità incredibile e assolutamente prevista
Di piombo sciolto nello zucchero.
Ha senso piangere quando il cuore non lo fa?
Come una stramaledetta bambola di porcellana con la lacrima disegnata.
Come un’ipocrita stella che brilla a dispetto di tutto e tutti.
E il mio fottutissimo senso del dolore e quella lacrima finta
Che d’improvviso si anima e cola lungo il viso,
sorprendendomi con quella strana sensazione di umido
che mi frigge il cervello.
Un addio frettoloso,
come la fuga da un letto di una bagascia di borgata.
Quella dannata lacrima che continua a martellarmi con il suo scendere.
il mio cuore che si apre e ti saluta
Ed io in fila omologato agli altri.
Miracolo all’italiana,
scivolo e cado nel vuoto di un giorno
Ed allora vi regalo le mie lacrime e vi fotto il dolore
perché non so quale dei due mi ucciderà prima.
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Commenti (2)
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hy ju28 ottobre 2011
Fa male, quel dardo scagliato in mezzo al petto, quella spina conficcata sotto la scapola, fa così male che non si può far finta di non sentirla. Piangere per piangere: è solo la messinscena del dolore... ma piangere davvero, fa più male che sopportare e basta.
EnzoL28 ottobre 2011
mi piace come hai mischiato alle parole dure del tuo stile un concetto cosi dolce e delicato... sempre apprezzato
