Il salice piangente
Tereza Patrascu
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Non dorme più la figlia del re
Da quando il padre gli decise sorte,
E mentre i servi girano per corte
Lei cerca un piano per scappare!
Capelli neri ha, di notte fonda
Mischiate a briciole di stelle
Profondi e grandi occhi blu
Come il mare ondeggiante al tramonto!
Pensò il re: ”Mi aspetta grand’impegno
Che Dio mi aiuti, sbrigherò
Che deve esserci uno degno
Capace a guidare il mio regno!
Affare fatto, il vecchio padre
Tra i cavalieri innamorati persi,
Ne scelse uno fior di fiore,
Famosa dinastia e d’onore
-Oh no, tu grande re e padre,
Non puoi dettare al mio cuore
Che di amore sa tremare
Ti sono grata e ti do onore!
...Da sempre amo il ruscello
Che sotto le finestre scorre,
L’ho disegnato su un telo
E' lui il mio eterno amore!
La mia testa quando poso
Lui mi racconta storie allegre.
Mi sveglio con il suo canto
A dirgli certe cose solo a lui oso!
-Vai via, grida, e aspetta
Rassegnati con questa scelta.
Da ogni parte ordini detta
Preparativi per la grande festa.
Non piange più la figlia bella
Sospiro lungo, sguardo perso,
Rivolto verso l’acqua che scorre
Sotto le sue aperte finestre.
Nel limpido sussulto vede il cielo
Dove l’Eterno Padre ha dimora:
-Oh tu, Potente Creatore, salvami,
Io verso te il mio dolore strillo!
Rimase li, in riva del ruscello,
Con i capelli lunghi, rami ondeggianti,
Inseparabile il salice dall’acqua
Lui che gli canta, lei ascolta!
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Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Tereza Patrascu
Nata a Bacau, Romania nel 1963. Arrivata in Italia nel 2006. Dai più lontani ricordi mi trovo appassionata di lettura. Nel 1982 mi sposo, nascono i figli e la passione per la lettura passa sul piano secondo. Ci vuole questo spostamento: Romania-Italia per ricominciare. Leggo con voracità sul tram mentre vado a lavorare
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