La Madre Silenziosa
Alessandro Spirito
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Io ti aspetterò
madre silenziosa sarò
dovunque tu sarai.
Ti sfiorerò
guardandoti negli occhi
ma non ti toccherò.
Ti guarderò
dagli occhi di chi ti ama.
Sarò la tua invisibile compagna
forse mi invocherai
ma io saprò aspettare.
Sarò quel brivido
che nasce improvviso
quando nel mare il sole s’inabissa.
Sarò nel buio
che fitto di notte ti sorprende
al precoce risveglio.
Sarò la voce del tuo silenzio
quando sarai solo
la mano nuda che l’avvolge.
Sarò il battito muto
del tuo cuore.
Sarò il silenzio
tra un rintocco e l’altro
di una campana
che viene da lontano
tra un soffio e l’altro
del tuo respiro.
Mi sentirai accanto
ma non potrai vedermi
finché non vorrò sorriderti.
Sarò la tua tortura
ma anche fonte della tua forza
perché senza di me
non avrebbe senso il tuo affanno.
Sarò sempre più vicina
e tu più stanco.
Allora ti ruberò la sofferenza
che la vita ti avrà dato.
Ti abbraccerò improvvisa
come una madre accoglie
il suo piccino.
E ti toccherò le labbra
rubandoti il respiro
e dentro me in un silenzio immobile
io ti condurrò
ad una pace senza più coscienza:
non ci sarà più affanno né pena
né gioia né sorriso.
Ingoierò i tuoi pensieri
le emozioni e tutto ciò
che è dentro l’anima.
Sarò madre silenziosa
e premurosa
E poi tua sposa
vergine inquieta.
©
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Alessandro Spirito
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