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♦ Michele Serri | |
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Giugno 2026 |
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Avrei voluto esserti accanto
per respirare il tuo sorriso
ed accarezzare i tuoi occhi
sopra l'ombra che si posava stanca
dai tuoi pensieri al tuo volto
che d'improvviso spegneva la sua luce.
In quella lacrima silenziosa
avrei voluto gettarmi e naufragare
e con le mie braccia aperte
entrare nel tuo mare
che sereno accogliesse la mia cura
e sciogliesse il mio affanno.
Avrei voluto esserti accanto
tra respiri di seta
al frusciar delle foglie in autunno.
In una stanza al riparo dal mondo
ascoltare la pioggia
cadere fitta sui nostri pensieri
e sognare un'estate in cui poterci immergere
in mari limpidi e cieli sprofondati d'azzurro
e la luce... quanta luce avrebbe
sostenuto il mio cuore?
Non avrei chiesto molto
se non il tuo bene accanto al mio.
Volerti bene è per me come respirare
ma nell'amarti ritrovo il tuo affanno...
Scriverò dei tuoi occhi che mi guardavano muti
e mi racconterò le tue parole
come favole per andare a dormire:
quello che mi confidasti
quello in cui confidai.
Ho affidato a te la mia anima
che il tuo vascello non traghettò
verso altri mari... un po' per paura
un po' per gioco mi laciasti alla mia riva
alla deriva dei corpi
che sarebbero venuti a straziarmi.
Ma io sono quì a navigare
verso te che mi chiedesti per sempre
in un abuso di parole vane.
L'inverno che verrà mi ritroverà
solo a pensarti
guardando fuori dalla mia finestra
a cercare il tuo calore
in quelle notti fredde
che non basta coprirsi
perché l'anima è nuda
quelle notti vuote del tuo abbraccio
e del tuo respiro,
in quei tramonti gelidi e spenti
dal mare dei tuoi silenzi
che pesano come macigni sul petto
sempre nella speranza che domani
i tuoi occhi si aprano ancora su di me.
Ho voglia soltanto di dormirti accanto
senza chiedere nulla per paura di svegliarti
per paura di svegliarmi
perché l'amore è sogno
ed io che ti cerco
ormai non dormo più. | 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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