Avido felice

L'anima sta prendendo fuoco,
arde bruta nelle fondamenta del corpo.
Eppure così dolce
scardina la porta del mio non essere.
Sono stata un'inetta anch'io
oh mio passionale omicida.
Metallo che spacca i timpani,
corde spettrali
suonan con ardore sul mio alter ego.
Lo sento esplodere in una pioggia di lava.
Bagnami ancora di vita
soave pulpito.
Erutta spietata la mia anima
Fiamme e caldo opprimente
invadono il labirinto
che mi ha tenuta prigioniera per anni.
Son libera
a due metri dal suolo bollente.
Equiparata a un Dio
questa turgida sensazione
di benessere infinito.
Il mio cuore sfoga la sua indole artistica
sulle percussioni dell'anima mia.
Spacca,
annienta il senso di vuoto apatico.
Ammazza le note depresse,
stordite dal casino della mia anima
arrabbiata, viva.
Viva, perché di nuovo in gioco.
Sadico e divertito
urla l'omicida di tristezza,
fiero, ha portato a morir il suo fine.
Mercenario, avido felice
schifato dal mondo
e non dal mio meccanismo embrionale.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!