Epilogo

Dorme piano sul suo grembo
un abisso,
carezzato da pungente
sibilo frugale.
Giace piano
l'idiozia inerte,
vellicata da docili
dita labili.
Sdrucciola sottovoce
la torbida sera,
oscilla fatale
sulla sua fronte scarnita,
fuggono gli occhi.
Come l'affievolirsi del gelo,
attrito del sole,
condanno il suo placido sonno,
adombrata per la frivolezza
dello sguardo
sterile come il deserto.
Silente ma non pregiato,
scialbo e povero,
come una veste
spoglia di stoffa,
l'adocchio e lo smaschero:
attore di un banale dramma.
I veli tramontano,
è il declino
di un artista sguarnito d' arte.
©
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Commenti (1)
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luigi882 novembre 2011
Davvero costruita ad arte, complessa e per nulla banale... forse solo in qualche punto avrei optato per qualche scelta diversa... ma per carità, dato che ho forse capito di chi è la poesia, non mi azzardo a parlare di originalità...che il cielo me ne scampi... poi magari sbaglio persona, ma resta comunque che è stata una lettura avvincente, molto piacevole...

