Lei così rara
Lena Orfeo
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Scale declivie
ingoiate da ombre cinesi
e fumi di sugo fuoriusciti dalle case.
Sono i vicoli fioriti per noi inviolabili
memori d' un mondo ancora in voga
apparecchiato di consueto
da ceramiche e carni rosolate, silenzi,
fiaschi di vino rosso e cagli stagionati.
Mentre il nostro vagare,
incerto e intriso di bitume,
distanzia da una donna e la sua brocca
la cui colpa è infilare rughe e una vestaglia.
Quale perla tanto modesta e rara,
indossatrice di tempo e memorie,
così piena di necessità e tremori.
Lei che la vita porge
e sulle cui solide ganasce
il tempo s'aggrappa all'innominabile.
Lei che, carezzando l'ignoto,
s'incolla ad un sopravvivere
che è già un vivere
attendendo il guado e la sua clessidra.
Barcollando ora nella melanconia
che indietro volge,
ora tra i coralli
che il suo mare elargisce
in un sole incessante che non smette
di marcare i propri frutti.
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (1)
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alessio carlini1 novembre 2011
altra luce su di un'anima splendente... notevole e piaciutissima poesia!

