Orbi fragorosi orgogli

Nel freddo che permane
scemano estati incandescenti e artificiose primavere
rigoglio di colori e di profumi
resettati,
studiati a tavolino
itinerari di viaggio deragliati per incuria
bouquet di vetri infranti e fumo
fiori secchi
che olezzano silenzi e giorni mutilati di parvenze,
umiliazioni coltivate come grano
spighe aguzze
nella discarica dell'ego
che impasta di gramigna il pane quotidiano
tappeti di parole e polvere di passi
che avevano una mèta
sparsi ovunque,
compromessi, in queste stanze ricche di miserrime distanze
orbi fragorosi orgogli
entro taciute tasche zeppe di ricordi
d'irriflessivo errare
insegna il tempo - d'un labile miraggio
il pentimento,
impara - il saggio
a non sputare controvento.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita2 novembre 2011
una poesia che fa riflettere, ben stilata, molto apprezzata
