I diritti di un lettore

Ho sempre letto troppo
me l'hanno detto in tanti.
Testa china,
occhi che schizzano,
dita frenetiche che girano
pagine imperlate d'inchiostro
non più fresco
ma ancor giovane
agli occhi di chi collega
quelle singole lettere,
l'alfabeto è sempre questo
non cambia da molto
eppure quante opere
son state già scritte...
Spesso cado
in mondi ben lontani
da questo e da quello
che son più vicini,
in tanti mi hanno rimproverato
di aver la testa altrove,
di arrabbiarmi
con gente che non c'è
e non è mai esistita
ma come fanno a non capire?
Io, lo scrittore e gli altri lettori
lo conosciamo,
l'abbiamo inventato insieme
e abbiamo diritto
di invergli contro
e di abbracciarlo stretto.
In tanti hanno avuto da ridire
sulla pronuncia
che davo a certi luoghi,
personaggi e posti
ma... il libro è mio
non capite?
Son io che lo leggo,
son io che lo vivo,
io lettrice
ho il dovere
di starlo a sentire
e il diritto
di storpiare
tutti i nomi che voglio.
Mi hanno sempre ribadito
che se non lo vivo sulla pelle è inutile
e io adesso ho capito
che loro non hanno mai letto per davvero:
leggere non è solo
sentire sulla pelle,
leggere è sentire dentro,
leggere non è un gioco,
leggere è scavare
e cacciare molto a dir poco,
leggere è infilzare il coltello ancor più dentro,
leggere è ascoltare e ascoltarsi sempre.
©
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