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Riflessioni 4 novembre 2011 · lettura 1 min · 2159 letture

Perché Buio

EnzoL 618 poesie pubblicate
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il mio spazio terreno limita m'imbriglia e la bestia spoglia nuda e indispettita grida ferita spesso arroventa a fil di lama il mio stomaco mentre cammino notti nel tempo del cementato viale mani in tasca e capo chino mentre m'ascolto suono violento dalle ali deturpate scrigno segreto d'implosione necessaria * oh giovane Helene quanto spesso virtualizzi l'indecifrato compiendo ragione quanto spesso barcollo tra le grazie dei miei artifizi per stringere mani impure mentre freme il rantolo della bestia quanto spesso rileggo me stesso tra le lacrime della pietà e infiammo i miei occhi chiusi su cuscini senza nome quanto spesso cedo ricadendo rovinoso sulla triste caduca realtà per poi graffiare pelle d'incertezza quanto spesso lastrico di saliva paesaggi solo sognati mentre calpesto ignobile sterco sulle vie della societaria logica ora rimango in silenzio concedo al mio cervello d'impazzire intrufolo un mondo nel buco di un altro mondo cosicché si plachi questa eco distorta cosicché si fermi ciò che da sempre rimbalza nelle mie luci spente...
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Helene: Nome di Fantasia

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (18)

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Patrizia Ensoli4 novembre 2011

Incisiva e profonda riflessione, su un vivere nella logica di una società che si è data regole, prefissata obbiettivi e deturpato l'individualismo soggettivo... Un piegarsi faticoso agli stereotipi che, vanno bene per molti ma castrano l'individuo e, lo relegano in una vita preconfezionata ... Quello che ricevo da questa opera straordinaria e scritta ad arte... Complimenti, conservo e segnalo... !!

Silvia De Angelis4 novembre 2011

Cercare di disinnescare quegli ordigni che stanno per esplodere nella coscienza, rinchiusa negli stereotipi d'una società che impone atteggiamenti quanto mai ambigui e insignificanti, prima di adeguarsi del tutto alle loro imposizioni... Poesia apprezzata

Jade4 novembre 2011

Una riflessione tumultuosa che rinnega il background di una Società fatta solo di stereotipi che influenzano negativamente l'identità. Bravo... bella e condivisa la Poe.

introspettivo grido di ribellione contro una società che "ci sta stretta " e non lascia respiro e libertà di esprimere la nostra identità. sempre una grande forza nei versi.

Rita Stanzione4 novembre 2011

magnifica inquietudine! metafore che accalappiano, giri nei meandri dell'animo che vuole ribellarsi, ci leggo ricerca di aria e libertà dallo spazio l'ultima strofa è speciale

lady oscar4 novembre 2011

...notevole scandaglio dell'animo, riflessione urlata, rabbiosa dei limiti imposti dalla società che imprigiona la natura più intrinseca, più sana dell'essere e conseguente constatazione dell'incapacità di venirne fuori... di qui i cedimenti, di qui il placare e fermare ciò che vorrebbe esplodere... Lirica travolgente ed affascinante nel contenuto e nello stile...

Idalgo Visconti4 novembre 2011

Inquietante e rabbiosa riflessione. La sua stesura con la maestria adottata la materializza e la rende palpabile... Complimenti all'autore.

Elena Poldan4 novembre 2011

Immagini graffianti raccontano la tua presa di coscienza e la tua anima scontenta... è un ruggito spaventoso, una deflagrazione, uno tsunami senza fine... ancora non ti passa... ma varcare il limite fa paura e spesso non si torna più indietro... Bello il tuo flusso di coscienza... poetico...

Midesa4 novembre 2011

inquietudine claustrofobica... parole di fuoco per una societa' che sta troppo stretta... identita' da trovare... ma dove?...trascinante... come questo splendido poeta

C

leggendo questa meravigliosa poesia, pensavo che fin quando in noi rimane acceso il senso dell'autocritica, noi viviamo e la vita coniuga sempre verbi di movimento e di rinascita, complimenti...

P
Paolo Morganti4 novembre 2011

Trovo nella deflagrante poesia accesa la miccia con parole di fuoco una esplosione dell'animo che tutto travolge e spazza via, i luoghi comuni e le stereotipate vite borghesi impauriscano di fronte a questo grido perché secondo me si allarga a macchia d'olio e niente in questi periodi è fermamente impostato detto e vissuto . GRANDE POESIA STILE ORIGINALE LETTURA PIACEVOLE REGALA SPIRITO COMBATTIVO.

Vilma4 novembre 2011

l'inquietudine è palpabile in ogni verso, incisiva e profonda riflessione ... rabbiosa sulla società. Complimenti come sempre hai colpito nel segno.

v
vinfra475 novembre 2011

sempre più leggendoti, apprezzo la tua filosofia di vita fatta (secondo me) di pulizia interiore e spirito costruttivo verso gli altri. apprezzo molto il tuo scrivere e a volte vorrei, io averle scritte quelle frasi e/o rime. complimenti di vero cuore ed amicizia. ad maiora semper

Simona Scudeller5 novembre 2011

Raramente mi son trovata davanti ad un testo e non ho pensato a qualche appunto da fare. Questa introspezione proietta il lettore nella dimensione parallela del'IO animale, dove la maschera cede all'istinto e s'innesca la "guerra" interiore. E' un incedere confuso e trafelato, c'è lo spasmo della rabbia e il controllo di una "ratio" logora. L'utilizzo di anafore e perifrasi nel corpo del testo, fulcro e base della lettura, rafforzano il senso di contrizione e frustrazione per un percorso dell'anima "lastricato" da insofferenze e disagi. Un tutto che porta ad una redenzione liberatoria, dove lo "sfogo" della diga emozionale libera energia e porta quiete, almeno apparente. Testo di straordinario impatto, letto con molto piacere

f
filiberto5 novembre 2011

Ognuno ha dentro di sé una bestia con cui confrontarsi ogni giorno: il nostro alter ego. Essa a volte si presenta sotto un aspetto minaccioso e rivoltante, a volte vestita di belle sembianze, ma è il nemico più duro da affrontare. Poesia che sento in profondità e che applaudo per contenuto e stile.

S
Sadness5 novembre 2011

Bei versi, dove alla fine della lettura ho pensato ... meglio sentire la nostra belva interiore graffiare contro tutto quanto le da noia o che le fa del male ... andando contro se stessa che darle un calmante e metterla a nanna; una fantastica poesia

Rossi Alessio5 novembre 2011

Una profonda e durissima riflessione che nella seconda parte soprattutto (da Helene in poi per capirci) diventa di un ritmo incalzante e coinvolgente. Una delle tue più belle a mio parere. Conservo e segnalo

DonnaFPgreeneyed6 novembre 2011

Presumo che i precedenti Autori abbiano già detto tutto. Non leggo i commenti, vorrei esprimere la mia sensazione senza spunti diversi. Leggo in questa lirica espressa con pathos e veemenza un desiderio di evasione di ribellione, voglia di urlare al mondo 'chiaramente' ciò che ti percuote l'intimo. Nella seconda parte, a mio avviso, alla giovane Helene confessi... ovviamente in ottimo stile criptico il tuo sentire, in un certo senso, ti liberi da quel desiderio di ...dire. Trovo magnifica e ad hoc questa espressione: 'intrufolo un mondo nel buco di un altro mondo' e ciò, aiuta a placare l'eco distorta ma non credo per sempre... Una preziosa lirica che apprezzo. Ammirata.