Il mercato di guttuso
Guazzabuglio mescolanza sensualità.
Capitavi dal borgo e dall'inopia
esploravi la deflagrazione lasciva
ed amavi la vita.
Opulenta chiassosa disordinata.
Pesci carne cruda colori
quel culo tondo
e l'orecchio aggraziato di fanciulla.
I sensi che scoppiano
in sfumature toni ed urla.
E tu ti tastavi come nuovo
in quel lavorante
con quel grosso pesce spada
fra le mani.
Io amo soprattutto
quella tua donna nuda
che stira.
Ma l'arruffio del mercato
è l'esistere:
l'entropia necessaria
in fasci di colore.
E tu in quel fonderti insieme
mangiavi il tuo panino
con sempre presente
quel nero bassotonale
di sfondo alla vita.
E dal mio cuore
caldo sangue
ricomincia a pulsare.
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