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Introspezione 5 novembre 2011 · lettura 1 min · 2240 letture

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hy ju 442 poesie pubblicate
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Anche se mi hai tradita lasciandomi scivolare nel pozzo da cui ti tendevo la mano. Anche se non hai pentimento né senso di colpa arida insensibile latta non paghi pedaggi. Anche se credi ti possa bastare far scongiuri impanare pareti il ricordo distorcere. Anche se sei mia madre -e trovo un’eco nel dirlo- retaggio mariano dell’utero antropomorfo. Anche se non ha consenso parlare del tuo cinismo accennare alla morte cardiaca di un'anima apparentemente viva. Siamo in Italia, nevvero. Non mi chiedo più cosa ti sia preso. Non voglio sapere come tu abbia potuto. Non c’è ragione che mi possa bastare. In mezzo alla strada -questo e nient’altro- sola sulle mie sole gambe. Che usai per reggermi al colpo Che userò per camminare senza paura -e di che- certo lontano -il più possibile- da te.
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l'immagine è di Giorgio Bormida

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Commenti (7)

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EnzoL5 novembre 2011

un testo molto molto duro... che condivido e faccio mio, come mi hai scritto tu una volta su una mia dal tema simile, hai scritto quello che nessuno vuole leggere ... il peccato dei peccati... madre, angelo, madonna... in teoria ... la liberazione che rilasci fino in chiusa ha un sapore vagamente familiare e fortemente amaro... perché nonostante la catena si spezzi (almeno per me) l'impronta rimane indelebile... bellissimo testo che faccio mio... sempre grande grande l'Autrice... un'Eroina della penna

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Sanzi5 novembre 2011

le anime che si trovano a "perdere" una madre, a volte hanno un po' di poesia... tra cose non paragonabili, è qualcosa che la vita lascia... come lo è quell'andare -sulle mie sole gambe-. Nella semplicità, nella nudità, una forma di vita adulta, credo... molto bella questa poesia

Elena Poldan5 novembre 2011

Colpita dalla crudezza e dal dolore che emana questo testo duro e forte, ma in cui serpeggia ancora l'urlo di una bimba sconsolata... tradita e abbandonata... e credo che quello nn si placherà mai.

omissam5 novembre 2011

...dura da mozzare fiato evangelico... forte come il tempo che non passa... spietata come solo una figlia sa essere... il rimpianto però trasale... e lancia fulgide frecce

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Mau03586 novembre 2011

Sofferta poesia a dire cruda sofferenza. Non è la prima, mi pare. Hai, sì,grande coraggio tra le lacrime e grande forza interiore. Sempre difficile sapere cosa sia più giusto fare... L'ho molto sentita, molto.

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Barba7 novembre 2011

è straordinaria e non si può che ascoltarla fino in fondo al cuore. Conservo per bellezza struggente.

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Mela7 novembre 2011

la sento tremendamente mia... lascia un sapore metallico in bocca... chissà rabbia grazie per averla scritta...